lunedì 25 settembre 2017

I bambini Cristallo, Indaco, Arcobaleno e starseed sono superdotati?

Descritti per la prima volta da Nancy Ann Tappe in un libro del 1982, i superdotati bambini indaco sono l'evoluzione dell'umanità ...

"Gli starseed sono anime evolute provenienti da dimensioni di coscienza superiori alla densità fisica nella quale vibra la materia ed il piano Terrestre e che provengono da famiglie galattiche, pianeti e mondi più evoluti.

Decidono di incarnarsi sulla Terra in corpi umani al fine di aiutare la coscienza collettiva dell’umanità ad evolvere verso un maggior stato di integrità ed illuminazione, per manifestare quell’età dell’oro a lungo preannunciata da molte profezie tra cui quelle dei Maya e degli Hopi.

Il compito degli starseed è manifestare il piano divino per la Terra..."
 (www.coscienzanuova.net)

Tutti i genitori amano guardare con occhi pieni d’amore le capacità dei propri pargoli, credendo molto spesso che i loro figli siano più intelligenti di altri e soprattutto di quando lo erano essi stessi da piccoli. 

Sicuramente c’è stata un’ evoluzione della specie, ed è pur vero notare che nell’attuale generazione ci sono bimbi che risultano più svegli di quelli di un tempo. Una volta le nostre nonne raccontavano che custodivano nell’ovatta i propri neonati fino ai 40 giorni di vita compiuti, perché solo allora i bebè avrebbero aperto bene gli occhi. 
Oggi spesso sono partoriti figli che nascono con gli occhi aperti che sembrano vedere da subito benissimo. 
Se si da un touch screen per la prima volta ad un bambino piccolo, col suo ditino di certo sarà più veloce di noi: sono più scaltri e allo stesso tempo discoli rispetto ai propri genitori da piccoli...

domenica 24 settembre 2017

Il progresso.. cos'è ?

Il «Progresso» è un nome che definisce la qualità di un movimento. Esso infatti indica un movimento dotato di una direzione, un movimento orientato. Si dovrà inoltre aggiungere che la direzione si determina a partire da un punto di approdo, che viene giudicato anticipatamente migliore rispetto al punto di partenza.

Fenomenologicamente, infatti, il progresso è un mutamento che viene allo stesso tempo percepito e valutato, giacché oltre a possedere un orientamento viene giudicato necessario o auspicabile, perché migliorativo rispetto a ciò che lo precede.

Poiché però la coscienza lo percepisce e lo valuta come qualcosa che ancora non si è manifestato ma è appunto solo in procinto di manifestarsi, esso costituisce in realtà il fenomeno di una anticipazione.

Il progresso si inscrive cioè nella coscienza anticipatrice come correlato di un atto valutativo. Si tratta di valutare non una cosa e dunque un oggetto di valore, ma un movimento che, nella dialettica dei tempi, può essere definito al futuro, nel senso che verrà o è venuto «dopo» rispetto un «prima» che costituisce il suo inizio e la sua premessa...

sabato 23 settembre 2017

Le sette Terre Cave

Gli immancabili “cover-up” da una parte, l’impropria considerazione riservata all’autentico significato di “Miti” (Mythos = “Annuncio” o “Parola rivelata” che si proponeva d’identificarsi con la stessa realtà delle cose) tramandati per millenni dai popoli della Terra e la caparbietà di volerli assolutamente ambientati fuori post, dall’altra; con una buona dose d’ignoranza nel mezzo, hanno fatto sì che tutto ciò che ci è stato accuratamente tramandato fosse equiparato ad assurde fantasie, a insulsaggini, a “favole” come “Biancaneve e i Sette nani” che anch’essa favola assolutamente non è.

Certamente, quando si parla dell’Antiterra descritta dal pitagorico Filolao (470-390 a.C.), dall’eredità aristotelica (Aristotele 384-322 a.C.) fino ad arrivare alla moderna Wikipedia, pare si voglia mandare l’intelligenza a tenere compagnia ai glutei! E, i ricercatori seri sono etichettati come… “alternativi”. Le motivazioni sono chiare: tutti hanno interesse che, sull’argomento, sia mantenuto il più assoluto riserbo.

Questa era anche la regola imposta da Pitagora (580/570-495 a.C.) laddove, ai suoi discepoli, era proibito parlare, soprattutto, di tutto ciò che potesse riguardare gli “dei” (In modo definitivo e, per sempre: gli “dei” non sono mai esistiti e quando si attribuisce qualche fenomeno naturale alle “punizioni di Dio” è solo per l’imperante ignoranza!).

In ogni caso, nulla è mai trapelato dalla scuola pitagorica di Crotone su quanto appreso, approfondito in anni di studi e iniziazioni presso sacerdoti egizi, greci e babilonesi, e trasmesso dal Maestro a una ristretta cerchia di discepoli. Giuseppe Flavio (37/38-100 d.C.), inoltre, afferma (in “Antichità Giudaiche” I – 2,8) che Pitagora avesse scoperto i grandi misteri del nostro Pianeta e, apprese tutte le scienze, leggendo direttamente le iscrizioni incise su due pilastri antichissimi, fatti risalire a prima del Diluvio universale...

venerdì 22 settembre 2017

La Matrice: non vi è alcun “cucchiaio”

«La Matrice è ovunque. È tutt’intorno a noi. Anche ora, in questa stanza.
Potete vederla quando guardate fuori dalla finestra o quando accendete il televisore. Potete sentirla quando andate al lavoro, quando andate in chiesa, quando pagate le tasse. È il mondo che vi è stato gettato sugli occhi per impedirvi di vedere la verità».
Morpheus nel film Matrix


Pensiamo di vivere in un “mondo”. In realtà viviamo in una gamma di frequenze. È tutto qui.
Siamo intrappolati in una gamma di frequenza e quindi intrappolati in un’illusione. Si tratta di ciò che il famoso film chiama “Matrice”. Il “mondo” che vediamo intorno a noi è solamente una minuscola frazione di un’infinità multidimensionale cui abbiamo accesso attraverso i nostri sensi fisici come la vista, l’udito, il tatto, l’odorato e il gusto. Il mondo materiale che percepiamo è come una stazione radiofonica e i nostri sensi fisici sono sintonizzati su quella frequenza.

Questo è tutto ciò che vediamo.
Ma tutt’intorno a noi ci sono altre frequenze o densità della creazione infinita – quelle di cui la “scienza” ha negato l’esistenza. 
Si trovano tutt’intorno a noi su frequenze che superano la gamma dei nostri sensi fisici. 
Queste sono le frequenze che possono essere viste e sentite dagli animali, come i gatti, quando reagiscono all’interno di spazi apparentemente “vuoti” finché i loro sensi vengono imprigionati dal condizionamento ...

giovedì 21 settembre 2017

La Fine del Mondo Secondo la Grandi Religioni

Canzoni, film, libri, documentari, conferenze, sermoni profetici. Dalla fallimentare predizione millenarista di Nostradamus agli studi di settore effettuati dal Gruppo Bilderberg, passando per il calendario Maya e le centinaia di articoli e video contenenti consigli pratici e moniti religiosi, la realtà che ci circonda in questi ultimi decenni tende ad evocare l'idea che la storia della nostra civiltà sia giunta ormai agli sgoccioli. 

Tutto sembra già visto; qualsiasi cosa sembra essere stata già fatta o detta. A ciò si aggiunga la decadenza in cui sembra essere sprofondata la società nella sua interezza, ed ecco spiegato come mai in tanti oggi si siano convinti che staremmo vivendo l'epoca che precederebbe la 'Fine del Mondo.'

C'è chi la teme sotto forma di reazione violenta della natura ai disastri ambientali causati dall'uomo; chi intravede nell'attualità sinistre analogie con gli eventi predetti dai profeti religiosi. Chi l'attende con impazienza, come una liberazione. Chi divora avidamente qualsiasi materiale a tema apocalittico e chi su questa ossessione costruisce un business milionario. Chi ha smesso di strillare in faccia ai passanti con tanto di cartelli e campanelle ed ha iniziato a predicare dalle pagine del proprio blog o canale YouTube. Chi compra casa in mezzo al bosco e chi riempie di provviste bunker sotterranei equipaggiati con costosi sistemi di riciclo e depurazione. Chi si iscrive a corsi di sopravvivenza. Chi prega. Chi teme che la preghiera non servirà. Chi si fa beffe di queste nevrosi, consapevole delle innumerevoli predizioni apocalittiche che si sono susseguite nel corso della Storia, puntualmente smentite dai fatti.
E poi ci sono i nichilisti, convinti che tutto sommato - anche se fosse - la Fine del Mondo non sarebbe poi una così grave perdita...

mercoledì 20 settembre 2017

Siamo tutti in prigione

Edoardo Conte
(articolo già pubblicato qui l'11 febbraio 2012)

L'illusione, che attualmente avvolge l'umanità in una fitta nebbia, nasconde alla moltitudine degli individui la visione dei muri e delle sbarre dell'enorme prigione in cui vive credendo di essere libera.
La prigione è il sistema socio-politico-economico-finanziario.

Le mura del carcere, le celle e le sbarre, sono fatti di consumismo, competizione, egoismo, sfruttamento e individualismo. In una parola: "materialismo".

Il 90% della popolazione mondiale è imprigionata fra quelle mura ed è tenuta in quella situazione di cattività dal 10% di individui che sono i carcerieri, e che detengono l'85% della ricchezza del pianeta.

Il paradosso è che la gente incarcerata crede di essere libera e si scontra contro quelli che sono nella stessa prigione, nell'illusione di ritagliarsi uno spazio proprio, un piccolo recinto di pseudo-potere. Ma non sa che quello spazio ottenuto a discapito dell'altro è solo una briciola nel cortile dell'ora d'aria all'interno del carcere...

martedì 19 settembre 2017

Al Bielek: sono stato nel futuro, ecco cosa succederà

Membro del famoso “Philadelphia Experiment” Al Bielek ha raccontato il suo viaggio nel futuro: secondo lui, per circa sei settimane ha vissuto nel 2137 e poi nel 2749.

Egli conferma le sue parole descrivendo gli eventi che si verificano in questo momento. Secondo i ricordi di Bielek del futuro,il mondo a breve sarà regnato da un Nuovo Ordine Mondiale e ci sentiremo gli effetti devastanti del cambiamento climatico.

E non è tutto.

Progetto Montauk - una serie di esperimenti governativi segreti degli Stati Uniti, che sono stati effettuati nella città di Camp Hero, vicino alla città di Montauk (New York).

Lo scopo del progetto era quello di creare un arma psicologica e fare delle indagini sulle proprietà dei campi elettromagnetici super resistenti per i viaggi nel tempo, teletrasporto e creare oggetti mentali.

Bielek dice di aver partecipato al Philadelphia Experiment il 13 agosto 1943 era a bordo della nave cacciatorpediniere DE 173, che scomparve misteriosamente nel corso della giornata ...

lunedì 18 settembre 2017

Qui e ora: basta per essere felici?

Il “qui e ora” viene spesso presentato con l’aneddoto del maestro zen che, inseguito da una tigre, arriva sull’orlo di un precipizio. Riesce ad arrampicarsi su un ramo sporgente, ma si rende conto che questo non reggerà il suo peso a lungo. Come se non bastasse, sul fondo del dirupo un’altra tigre lo aspetta per divorarlo. Non potendo risalire o scendere, la sua morte è certa. A quel punto l’uomo scorge una fragola lì accanto, la prende, la mangia e… “Mmm… com’è buona!”

Il qui e ora è la capacità di vivere in profondità il momento presente, senza farsi distrarre dal futuro o dal passato. Anche nel momento più terribile, schiacciato tra la vita e la morte, il saggio sa riconoscere e gustare la bellezza attorno a sé.
Affascinante, vero?

Ma quanti di noi, provenienti dalle nostre vite caotiche, materialistiche e opprimenti, sanno sinceramente gustare il qui e ora? Certo, basta guardare Facebook o Instagram per contare le centinaia di persone che giurano di essere felici solo con l’odore del caffè al mattino, il sorriso di un amico e il fiorellino che è spuntato dal marciapiede. Facciamo pure finta che sia vero, ma… il resto delle 24 ore? ...