mercoledì 23 agosto 2017

Uomini veri e sub-umani. La psicologia è tribale

Per i conquistatori spagnoli i nativi americani erano pappagalli senz’anima. Per i nazisti gli ebrei erano parassiti. Per gli hutu in Ruanda i connazionali tutsi erano scarafaggi.

In tempi recenti è toccato alla ministra della giustizia francese, Christiane Taubira, essere paragonata a una scimmia, come era accaduto qui a Cécile Kyenge.

L’odioso vizio di negare l’umanità di avversari e nemici non è circoscritto ai periodi più drammatici della storia, né al comportamento di pochi razzisti. 
Un numero crescente di studi suggerisce che il problema sia profondo, subdolo, universale.

E’ come se avessimo nel cervello un misuratore di umanità arbitrariamente tarato sul nostro senso di appartenenza (etnica, sessuale, politica, persino calcistica)...

martedì 22 agosto 2017

Protoscienza: le entità metafisiche viste con gli occhi dei bambini

Cosa sono gli incubi dei bambini? Solo fantasie della mente durante la fase del sonno? Oppure no? Un tale interrogativo se lo sono posto ormai da diversi anni molti studiosi, che certamente seguono una strada sensibilmente eterodossa rispetto a quella tradizionale. 

Fra questi, Arthur Guirdham, psichiatra inglese che ha anche lavorato a Londra come consulente di un centro psico-pedagogico; egli sostiene che i bambini possono vedere il diavolo e le forze del male in azione, e che tali esperienze li traumatizzano per tutta la vita.
Il perché in genere non ne parlano con gli adulti, sarebbe spiegato dallo studioso col fatto che dopo le prime volte in cui raccontano cosa hanno "vissuto", i piccoli si rassegnano perché si rendono conto che tanto non sono creduti.
Ciò che colpisce è che anche lui afferma di aver avuto una simile esperienza quando era piccolo. Insomma, secondo queste scuole di pensiero, anche i comuni incubi piuttosto che le paure di mostri e quant'altro - tutte situazioni che caratterizzano le notti di molti bambini e che sono da inserire nella generica categoria di "paura notturna" - sarebbero da imputare a entità metafisiche, perlopiù diaboliche...

lunedì 21 agosto 2017

"Il nostro cielo è cambiato!" Lo dicono gli Anziani della tribù Inuit

"Conosciamo i problemi correlati alla geoingegneria e tutti gli effetti negativi di ricaduta sulla terra e la salute pubblica, a questi problemi si aggiungono quelli scoperti dagli anziani Inuit al polo nord determinati dallo spostamento dell'asse terrestre.."

"Il nostro cielo è cambiato!" Anziani Inuit condividono le informazioni con la NASA per quanto riguarda "l'oscillazione" o inclinazione della Terra.

Gary Walton
The Big Wobble

In Occidente siamo tutti ossessionati dal clima e dal meteo insolito che abbiamo dovuto sopportare recentemente, condizioni estreme sono diventate la norma ma per quanto riguarda i nostri fratelli e sorelle che vivono sul circolo polare artico canadese cosa pensano di questi eventi? 

Sembra che gli anziani Inuit siano testimoni dello strano e inspiegabile tempo di lassù al Nord.
Gli anziani parlano di come il loro mondo è cambiato, da come era decenni prima di oggi. E' un quadro preoccupante, una foto dello scioglimento dei ghiacciai e del loro assottigliamento e la scomparsa del ghiaccio marino...

domenica 20 agosto 2017

Sonno, risveglio, morte, rinascita

"L'insegnante usa il degno avversario per costringere l'apprendista a compiere la scelta capitale. L'apprendista deve scegliere tra il mondo del guerriero e il suo mondo comune". da « L'isola del Tonal » di C. Castaneda

« Quando un guerriero ha acquistato la pazienza è sulla via che porta alla volontà. Sa come aspettare. La sua morte siede con lui sulla sua stuoia, sono amici. La sua morte. in modi misteriosi, lo consiglia come scegliere, come vivere strategicamente. E il guerriero aspetta! Direi che il guerriero impara senza nessuna fretta perché sa di aspettare la propria volontà; e un giorno riuscirà a compiere qualcosa che ordinariamente sarebbe del tutto impossibile compiere. Può non accorgersi nemmeno del suo gesto straordinario. Ma continuando a compiere atti impossibili, oppure, mentre cose impossibili continuano a capitargli, diventa consapevole di una specie di potere che emerge. Un potere che emana dal suo corpo mentre avanza lungo il sentiero della conoscenza ».da « La realtà separata » di C. Castaneda

Se l'uomo si accorge di esistere come apparenza e non come essenza vede a un certo punto il suo stato di nullità. Il Purgatorio è la condizione in cui vive il ricercatore del Sé quando si rende conto che non può fare e non può cambiare. Una serie successiva e costante di risvegli può allora condurlo alla morte e quindi alla rinascita. La morte non è quella del corpo fisico, bensì quella della personalità con tutti i suoi piccoli io immaginari, con le loro identificazioni e attaccamenti creati dall'immagine separativa di sé e dall'amor proprio. Per morire però ci vuole il coraggio; poi verrà la rinascita, che è l'inizio di un nuovo processo di crescita dell'anima.
Gurdjieff dice che « bisogna morire del tutto, subito e per sempre ». Si tratta di una scelta estrema, di una decisione sulla quale non si può ritornare. La Via è unica e a senso unico, non si può tornare indietro, ed è il «morto» che parte alla ricerca della Via. Ogni vita personale si deve concludere con un fallimento, la morte è l'unica certezza. Il senso della propria nullità deve essere costante perché da esso possa nascere un certo “qualcosa” ...

sabato 19 agosto 2017

McDonald: uno scienziato coraggioso che cercava la verità sugli UFO

Questa è la traduzione italiana di un commento presente sul sito di Amazon (http://www.amazon.ca/Firestorm-James-McDonalds-Fight-Science/dp/0926524585), al libro di “Firestorm” (letteralmente “tempesta di fuoco”) di Ann Druffel, che descrive in maniera dettagliata la storia di questo illustre fisico e ricercatore sulla questione UFO.

Altre informazioni sull’illustre e coraggioso studioso potete trovarle (in inglese) a questo link (http://www.ufoevidence.org/documents/doc758.htm).
Da notare che le tecniche dei disinformatori sono le stesse, oggi, come ieri, e che di scienziati coraggiosi (in particolare meteorologi) come McDonald ce ne sono purtroppo pochi ai giorni d’oggi. Fanno eccezione il meteorologo Scott Stevens, la dottoressa Staninger, e pochi altri.

Per quanto riguarda il suo supposto suicidio ecco quanto ho reperito e tradotto dal sito rense.com:
“Di McDonald si riporta che sia stato depresso [ed in effetti di motivi per non essere allegro come abbiamo visto ce n’erano abbastanza N.d.T.], e che si sia sparato alla testa. Ma, ahimè, non morì. Fu costretto alla sedia a rotelle ma in qualche modo, diversi mesi dopo il suo primo tentativo, sarebbe ugualmente salito su un’automobile, avrebbe guidato fino ad un monte di pietà, acquistato un’altra pistola coi soldi ricavati dalla vendita della sedia a rotelle, guidato fino ad addentrarsi nel deserto e suicidarsi; il tutto da solo. Che morte conveniente, verrebbe da pensare, per i suoi avversari.
E su McDonald, non ci sono dubbi, si era fatto molti nemici. La domanda da porsi è la seguente: fino a che punto questi nemici sono stati corresponsabili della morte di questo lodevole ed influente attivista?”..

venerdì 18 agosto 2017

Il lato oscuro dell'essere pieni di luce e le bugie della new Age

di Alice Rancati

Su richiesta della gentile autrice, che mi ha comunicato la sua volontà che le sue pubblicazioni non vengano riportate in altri blog , ho provveduto a troncare l'articolo. 
Si può leggere il seguito qui: sacreradici.it/

21.08.2017 - AGGIORNAMENTO: Su richiesta 
(QUI tutti i dettagli nei commenti) dell'autrice Alice Rancati, tolgo la totalità dell'articolo.
Per chi desidera leggerlo seguire il link di sopra...
^_^

giovedì 17 agosto 2017

Era meglio lavorare nel Medioevo!

I servi, nel Medioevo, lavoravano al massimo nove ore. E facevano delle pause, che persino secondo i loro padroni, erano dovute. I nostri antenati possono, in realtà, non essere stati ricchi, ma avevano abbondanza di tempo libero. E grazie al capitalismo siamo molto più schiavi di loro, da ‘The Overworked American: The Unexpected Decline of Leisure’ (Lo statunitense oberato di lavoro: l’inatteso declino del tempo libero)

“Il lavoratore si prenderà un lungo riposo al mattino; buona parte del giorno sarà trascorsa prima che venga al suo lavoro; poi deve fare colazione, come se non l’avesse fatta alla sua ora solita o altrimenti ci sono musi lunghi e mugugni; quando scocca l’ora abbandonerà il suo carico in mezzo alla strada e qualsiasi cosa stia facendo l’abbandonerà al suo stato, anche se molte volte si è guastata prima che torni; non può trascurare il suo pasto, qualsiasi pericolo incomba sulla sua opera. A mezzogiorno deve fare la pennichella, poi la sua bevutina nel pomeriggio, che consuma gran parte del giorno; e quando a sera arriva l’ora, al primo tocco dell’orologio getta i suoi arnesi e lascia il lavoro in qualsiasi stato o necessità si trovi." James Pilkington, Vescovo di Durham, circa 1570

Uno dei miti più duraturi del capitalismo è che avrebbe ridotto la fatica umana. 

Questo mito è solitamente difeso paragonando la moderna settimana lavorativa di quaranta ore con la sua omologa di settanta o ottanta ore nel diciannovesimo secolo. Il presupposto implicito – ma raramente espresso chiaramente – è che per secolo era prevalso lo standard di ottanta ore. Il paragone evoca la triste vita del contadino medievale, all’opera dall’alba al tramonto. Ci viene chiesto di immaginare l’artigiano specializzato in una soffitta fredda e umida che si alza prima del levar del sole e lavora alla luce di candela fino a tardi la notte...

mercoledì 16 agosto 2017

Cultura e Intelligenza


Alessandro Montanelli

Sono sicuro che ognuno a cui chiedessi la differenza mi direbbe che sono due argomenti che sono totalmente slegati e l’esperienza di ogni giorno ce lo insegna.

Sui banchi di scuola ci viene insegnato che la cultura ci renderà liberi e che il migliore deve essere quello con il bagaglio culturale più pesante possibile. Del resto non è anche l’ultimo vanto che rimane a noi italiani di fronte al mondo?

Nessun paese vanta il nostro patrimonio artistico e letterario.

Il problema del nostro sistema scolastico è che non ci fornisce i mezzi per far fruttare quella cultura tanto sbandierata.

Troppe volte si esce da superiori e ancor più dall’università conoscendo la teoria senza aver idea di come sia diversa la pratica, che è un po’ come sapere perfettamente come si monta la libreria Billy dell’Ikea senza aver mai provato a montarla. Fidatevi che c’è una bella differenza, anche se avrete imparato a leggere le istruzioni in finlandese...